Israele: concentrato di emozioni, contraddizioni e stati d’animo.

Israele non è un Paese, Israele è un concentrato di emozioni, contraddizioni, stati d’animo!!!

Era un viaggio che volevo fare da tempo, i giorni a mia disposizione erano veramente pochi, ma credo basti passare qualche ora in questa parte del mondo per capire che non si tratta di un posto come gli altri.

Arrivo a Tel Aviv, le procedure di ingresso e di controllo sono lunghe ed estenuanti, fin dall’aeroporto di partenza in Italia. Mi viene qualche sospetto, ma dove sto andando? Perché mi fanno mille domande? Perché mi controllano e ricontrollano mille volte? Poi appena sbarcato ti ritrovi in una città giovane, festaiola, a volte eccentrica, apertissima a tutte le tendenze e le mode, meta di surfisti e di gente che ha voglia di divertirsi. Tel Aviv non dorme mai; sembra quasi la valvola di sfogo dei giovani Israeliani, che in questa città vogliono lasciarsi alle spalle tutti i problemi e i casini con cui devono convivere.

Il Mar Morto: uno spasso. Non poteva mancare la classica foto in acqua con il giornale in mano, l’acqua è così salata che se una goccia entra negli occhi il bruciore è fortissimo.

Tutto intorno il deserto; anche in Israele il deserto ha il suo fascino misterioso; silenzio assordante e spazi infiniti… adoro i deserti, tutti!

Poi finalmente Gerusalemme e qui potrei scrivere un tema, come d’altra parte potrei proprio non scrivere nulla, perché questa città è impossibile da raccontare. Ma ci proverò, cercando come sempre di essere breve: intanto la città vecchia dentro le antiche mura è bellissima, proprio bellissima; i colori chiari, il mercato pieno di gente, di frutta, di pane fresco e profumatissimo, le chiese e i minareti, le minuscole stradine che formano un labirinto dietro l’altro. La città è divisa in quattro quartieri; musulmano, ebraico, cristiano e armeno e in ogni quartiere si percepiscono, si vedono, si toccano le diversità e le differenze.

Ci sono però dei luoghi ben definiti dove si percepiscono letteralmente tutte le contraddizioni di questo posto e sono i luoghi religiosi: il Muro del Pianto, la Chiesa del Santo Sepolcro, la Spianata delle Moschee: è qui, camminando in questi luoghi sacri, che si avverte tutta la carica emotiva, tutte le tensioni e tutta la forza positiva e negativa che deriva dalla convivenza in pochi metri quadrati di queste così diverse credenze religiose.

Difficile da capire, impossibile da spiegare in poche righe, a fine giornata ti senti stanco e non si tratta certo di stanchezza fisica, ma cuore, testa e anima hanno lavorato a mille e chiedono a gran voce un po’ di riposo.

E dopo tutto questo la sera esci e ti ritrovi ancora una volta in mezzo ad un sacco di giovani che ascoltano musica, bevono birra e si divertono…e ci mancherebbe che non fosse così.

Israele è un altro di quei posti dove si deve andare almeno una volta nella vita.

Tiziano

 

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