Le Faroer sono un piccolo arcipelago situato nel bel mezzo del Mare del Nord, tra la Danimarca e l’Islanda. Uno di quei luoghi di cui ogni tanto senti parlare, ma senza mai farci troppo caso, forse perché sono lontane, scomode da raggiungere, fredde, non hanno particolari attrazioni di richiamo, né chissà che resort di lusso (anche se esistono hotel di ottimo livello), pochi abitanti, pecore ovunque, lontano da tutto e poi la sera che si fa? Qui vanno tutti a letto presto.

Ecco, in poche righe ho riassunto tutti i motivi perché un vero viaggiatore dovrebbe andare alle Faroer e tutti o quasi i motivi perché uno come me potrebbe trasferircisi. Mi spiego meglio; paesaggi maestosi, cascate, minuscoli villaggi con poche case incastonati in piccole baie piuttosto che in cima a qualche lontana collina o a strapiombo sul mare, case colorate con i tetti ricoperti d’erba, una natura forte e maestosa, pochissime macchine che circolano, tanto silenzio e tanta, tantissima pace. Credo non serva aggiungere altro, le foto che vedete qui parlano meglio di mille parole e sono sicuro che molti di voi hanno già voglia di partire.

Quando andare.

Eviterei i mesi invernali, per il freddo e le poche ore di luce, e magari il mese di agosto, quando ci sono tanti turisti tocca e fuggi, per il resto ogni momento è buono.  Come arrivarci? Da Copenhagen con voli della Atlantic Airways direttamente sull’aeroporto di Vagar. Come girarle? Un auto a noleggio e via, le strade sono buone e le tante isolette sono quasi tutte collegate da ponti o tunnel sotto l’oceano.

Copenaghen.

Come detto sopra, la strada più comoda per arrivare in questo Paradiso del nord è passando per Copenaghen dove a questo punto è d’obbligo fermarsi per qualche notte. Copenhagen è una piccola metropoli, ordinata e pulita dove la cosa che più mi ha colpito è il perfetto equilibrio tra modernità e tradizione; le case antiche e colorate di Nihaven Street, lasciano presto il posto a costruzioni moderne come l’Opera House, i quartieri nuovi sorgono a fianco di quelli più vecchi in perfetta armonia tra loro. E poi tanti localini alla moda, dove mangiare ottimi cibi e bere birre buonissime giusto accanto a locali tradizionali dove degustare un buon tè con calma e senza fretta. La capitale della Danimarca mi ha dato l’impressione di una città giovane e “in movimento”;  dai cantieri aperti per nuove costruzioni, a ponti futuristici che danno l’impressione di collegare passato presente e futuro, alle persone belle, sorridenti e super sportive, che con le loro biciclette coloratissime sfrecciano a tutta velocità tra una strada e l’altra. Copenaghen è una boccata d’ossigeno, un posto dove vedi con i tuoi occhi che quello che in tante altre nazioni sembra impossibile qui è realtà quotidiana e dove la frase che più ti gira in testa è: “ma allora si può!!!”.

Skagen

Ultima tappa del mio viaggio è stato l’estremo nord della Danimarca e più precisamente a Skagen, elegante località di villeggiatura estiva affacciata sul mare. Skagen è anche conosciuta come la città della luce, perché è il punto in cui in estate ci sono più ore di luce al giorno. Qui una sottilissima lingua di sabbia si allunga verso il mare, anzi tra i due mari, il Baltico e il Mare del Nord. Si vede proprio l’increspatura nelle acque dove le correnti si scontrano, creando un effetto intenso e suggestivo che ti trasmette una grande energia che ti scorre immediatamente nelle vene. Le correnti dell’incrocio dei due mari hanno creato in passato parecchie difficoltà ai navigatori ed agli esploratori, facendo nascere miti e leggende che ancora oggi si tramandano tra i marinai del luogo.

Un viaggio intenso, veloce come spesso mi succede, dove in poco tempo ho potuto apprezzare la genuinità degli isolani delle Isole Faroer, la freschezza di Copenhagen e dei suoi abitanti, la forza e l’energia dell’incrocio tra i due mari.

Tiziano