La Colombia, un Paese che fa respirare.

Tredici giorni, dodici voli, diversi spostamenti su strada e acqua, visite di Bogotà, il Triangolo del caffè, la Valle del Cocora, Zipaquira, Villa de Leiva, San Andres, Providencia, le Isole del Rosario e Cartagena, ventisette site inspection di alberghi (forse anche qualcuna in più, ma ho perso il conto), ho viaggiato con vecchi e nuovi amici, ho conosciuto tante nuove persone, ho bevuto muchissima cerveza (Club Colombia Roja ve la consiglio) visto tre concerti, letto tre libri tra uno scalo e l’altro, nuotato un paio di volte e corso due mattine a Bogotà e Cartagena; credetemi mi sembra di essere stato via un anno non due settimane e invece ho visto solo una piccola parte di questo grandissimo paese.  

Adesso posso proprio dirlo, la Colombia è, senza voler esagerare, uno dei viaggi più belli che abbia mai fatto; per quanto avessi letto, mi fossi documentato e avessi studiato questo paese è andato al di là di ogni mia aspettativa. Un viaggio diventa un ricordo speciale per tanti motivi, ovviamente per la bellezza delle località che si visitano, ma anche per tante altre cose, come i compagni di viaggio, le persone che si conoscono sul posto, i colori, i sapori, la musica, la cucina e la Colombia è stata superba in tutto questo.

Bogotà: una metropoli ordinata, pulita, moderna dove serve (alberghi, ristoranti, locali), dal grande fascino nella sua zona più storica (la Candelaria), sorprendente dal punto di vista culturale, nei suoi musei, nei concerti di tutti i generi di musica, nelle tante università e nel saper celebrare i suoi miti letterari (su tutti Gabriel Garcia Marquez);

Il Triangolo del caffè e la Valle Del Cocora: un triangolo formato da tre cittadine Pereira, Armenia e Manizales che delimitano una zona montagnosa famosa per le coltivazioni di caffè, ma anche per le infinite possibilità di fare attività sportive (trekking, mountain bike, rafting etc) in un paesaggio dalla bellezza incredibile, fatto di tutte le tonalità di verde esistenti al mondo. E inoltre i paesini coloniali, come Salento, colorati e caratteristici, dove si vive ad un ritmo da inizio ‘900.

Providencia: quest’isola non è da tutti, è da viaggiatori e da pionieri del turismo, le strutture turistiche sono molto semplici ed arrivarci è tutto fuorché comodo; poi però ti capita di tuffarti in acqua e di nuotare fianco a fianco ad una tartaruga gigante, di arrivare con la barca in una spiaggia deserta e di mangiare, seduto a 5 metri dal mare, pesce pescato non più di qualche ora prima e per quanto mi riguarda questo tipo di esperienze vale molto di più di un hotel di lusso o di un resort a 7 stelle! E’ uno di quei posti che forse tra 15 anni sarà una meta comune e turisticamente sviluppata, ma che adesso va capita e rispettata per quello che è attualmente.

Villa de Leiva e i paesini coloniali a nord di Bogotà: arrivare in questi paesini è come fare un tuffo nel passato. Stradine strette, case tutte bianche, campesinos con il poncho e il cappello da cow boy in testa, tutto procede a ritmo lento perché qui la fretta non è di casa.

L’arcipelago delle isole del Rosario: a solo un'ora di motoscafo da Cartagena, si trova questo splendido arcipelago di isole coralline; un posto tranquillo dove rilassarsi qualche giorno, circondati dal silenzio e dal mare, un mare bellissimo da dove non si vorrebbe più uscire ed infatti qui ho fatto una lunghissima nuotata, senza dubbio la nuotata più bella della mia vita.

Cartagena: per ultima, ma solo per rispettare l’ordine cronologico del mio viaggio, Cartagena; le parole per descrivere la bellezza di questa città non ci sono proprio, mi dispiace, non ne trovo. Una maestosa cinta muraria lunga 13 chilometri che racchiude una serie di palazzi coloniali, piazze, strade e mercati dal fascino unico ed irripetibile. Eleganza e signorilità mista alla semplice solarità dei suoi abitanti, ne fanno una delle città più belle che abbia mai visitato. Lungo le stradine della città vecchia regna una confusione organizzata fatta di musica, gente che vende un po’ di tutto, studenti e turisti da ogni parte del mondo.

La sera per l'aperitivo niente bar alla moda o locali caratteristici, ci si prende una bottiglia di birra e ci si siede sulle antiche mura ad ammirare il tramonto, in compagnia solo delle persone con cui si ha voglia di condividere questi momenti unici. E poi la sera, via ad ascoltare un po’ di musica e a ballare, per passare serate che non si possono più dimenticare.

I colori, la gente, il ritmo. La Colombia è un paese colorato, i colori sono ovunque, dai muri delle case, ai mille tipi di frutta, a tutte le tonalità del suo splendido mare. I suoi abitanti sono allegri, cordiali e generosi. La musica si sente ovunque, nei bar, nei negozi, per le strade e da ritmo a tutto quello che succede, minuto per minuto… 

La Colombia mi ha fatto respirare, con molta, moltissima leggerezza.

Tiziano

 

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