Bangkok e il Triangolo d'Oro

“Chissà se avrò messo tutto”, mi ripeto mentre trascino la mia valigia al banco del check-in. Una valigia fin troppo piena per un viaggio in Thailandia. Un Paese in cui non serve molto, ma dopo tutti questi anni non ho ancora imparato a viaggiare leggera!

Atterro a Bangkok alle 8 di sabato mattina, l’ideale per non trovare traffico, o trovarne meno! D’altronde, è una città più popolose al mondo. Partiamo subito alla scoperta della città, con la visita ad alcuni dei suoi templi, tra cui il celebre Wat Pho, che custodisce l’enorme statua del Buddha Sdraiato, e poi Wat Arun, raggiunto in barca attraversando il fiume Chao Phraya.

Rientrata in hotel scorgo sull’altro lato della strada una serie di altari adornati da quantità esuberanti di fiori freschi, intrecciati a mano nelle più svariate composizioni. Scopro così di essere arrivata giusto in tempo per  la “Navaratri Festival Parade”, una festa indiana che si tiene una volta all’anno a Bangkok, per celebrare la dea Durga. Silom Road è invasa da fedeli e curiosi, che si districano tra le celebrazioni e le innumerevoli bancarelle di street food locale.

Il giorno seguente partiamo alla volta del Nord, Chiang Rai ci attende! Iniziamo il nostro tour con la visita a una delle tante aziende che si dedicano alla coltivazione del tè, per poi continuare verso la città e raggiungere l’affascinante Tempio Bianco, un tempio moderno con rifacimenti classici, ma sicuramente atipico. Alla sera usciamo ad esplorare l’affollato mercato della domenica, di cui ci sorprende l’incredibile varietà di cibo. Tra le varie prelibatezze e stranezze locali, di certo non potevano mancare gli insetti fritti (io non ho osato, non ce l’ho fatta, ma chi li ha provati ha detto che non erano neanche male… lascio ai più coraggiosi il verdetto!).

Lunedì mattina ci dirigiamo verso il famoso Triangolo d’Oro, punto d’incontro tra Thailandia, Laos e Myanmar, per poi fermarci presso un villaggio di tessitrici locali, che con maestria e pazienza lavorano il cotone per produrre delle stoffe bellissime! Pranziamo lungo il fiume Mekhong, gustando dei deliziosi Pad Thai, e salpiamo poi verso Chiang Khong, a bordo di piccole imbarcazioni a motore. Insomma, una giornata fantastica!

Il nostro viaggio continua verso Chiang Mai, dove giungiamo al tramonto, orario ottimale per la salita al Tempio di Doi Suthep. Bellissimo anche il tempio argentato Wat Sri Suphan, e il dorato Wat Phra Singh, ma sono i laboratori artigianali che catturano maggiormente la mia attenzione. La produzione della carta di gelso, la lavorazione del legno, e tutti i vari processi che portano alla creazione dei bellissimi ombrellini di carta thailandesi, un lavoro di precisione e fatto a regola d’arte! Per pranzo entriamo in un locale che non lasciava ben sperare, ma ci ricrediamo dopo aver assaggiato il loro piatto tipico, il più famoso della città: il Kaeng Hang Lay, un piatto a base di curry e manzo (o pollo), buonissimo!

In serata arriviamo a Sukhothai, sito patrimonio dell’Unesco, che ci apprestiamo a visitare il giorno successivo, di buon mattino. Durante il nostro giro veniamo raggiunti da una coppia di cani, che ci dicono risiedere da anni nel parco, una sorta di “custodi” del tempio. Silenziosi ed innocui ci gironzolano attorno, ma all’improvviso uno di loro inizia ad ululare. Ci fanno allora notare che in lontananza si potevano sentire i bambini della scuola impegnati a cantare l’inno per l’apertura delle lezioni, e il verso del cane era il suo modo di partecipare a questo rito.

Proseguiamo poi per Bangkok. Anche se stanchi, non potevamo non viverla di notte. In taxi raggiugiamo Khao San Road, mangiamo un boccone tra i negozi e gli ambulanti che vendono scorpioni caramellati, e poi prendiamo un tuk tuk in direzione del mercato notturno di Patpong. Dribblando le auto giungiamo sani a destinazione, con i capelli scompigliati, ma è sicuramente un’esperienza da provare! Giro rapido tra le bancarelle e poi ancora via, verso la zona dei locali notturni più “in”, per un cocktail in un ambiente glamour dove suonava una dj locale. Insomma, non ci siamo fatti mancare proprio nulla!

Bangkok è così, la Thailandia è così: ce n’è per tutti i gusti. Allora, sbizzarritevi!

Sara