Sono indietro di tre viaggi, anzi di tre racconti di viaggio. Negli ultimi mesi sono stato molto all’estero, Patagonia Cilena, Zimbabwe, Marocco, ma ho avuto pochissimo tempo per scrivere. Cominciamo con il Cile. Aeropuerto Guardiamarina Zanartu, Puerto Williams, Isla Navarino, Cabo de Hornos, Region de Magallanes y de la Antartica cilena, Cile. Un nome così sembra fatto apposta per far capire quanto è lungo il viaggio per arrivare fin qui; ci vogliono due giorni, anzi un po' di più, per la precisione 52 ore, per raggiungere Puerto Williams. Venezia - Madrid, Madrid - Santiago del Cile, Santiago del Cile - Punta Arenas dove si è obbligati a fare una notte in transito e infine, il giorno dopo, Punta Arenas - Puerto Williams (Isla Navarino), la città più a sud del mondo, qualche chilometro più a sud anche della mitica Ushuaia. Chiamarla città è un tantino esagerato, Puerto Williams è più cha altro un avamposto; le case dei pochi pescatori e le residenze dei militari dell’esercito cileno, la "Armata de Cile", tutto qui.  Insieme al mio compagno di tanti viaggi Ico, siamo ospiti di un bellissimo lodge, il Lakutaia (l'unico albergo vero e proprio dell'isola, poi ci sono un paio di semplicissime guesthouse - LINK). Con noi la manager dell'hotel Paola, una splendida ragazza Cilena. 

Isla Navarino e Patagonia Cilena

Lo dico sempre, in certi posti si percepisce un'energia speciale, difficile da raccontare, Isla Navarino è uno di questi luoghi. Cosa c'è a Navarino? Perché si sente questa forza? A Navarino non c'è nulla oltre a qualche peschereccio arrugginito, qualche cavallo selvatico, una natura pressoché incontaminata, il Canal Beagle che divide l'isola dall'Argentina e tanta, tantissima energia che rende questo posto unico al mondo. Forse è proprio il fatto di essere lontanissimo da tutto e da tutti, di sentirsi un po' isolati e sperduti, fuori dal chiasso e dalla frenesia della "civiltà" che rende questo luogo così speciale. La mattina dopo, molto presto, pur stanchissimo dal viaggio, metto le mie scarpe da running e parto per una corsetta; non me ne pento, correre qui, alla fine del mondo,è un'esperienza unica ed ineguagliabile. 

Purtroppo abbiamo poco tempo e le due notti a nostra disposizione passano in un lampo. Dobbiamo tornare a Punta Arenas, per partecipare ad una fiera del turismo il cui nome si addice perfettamente a questa esperienza: la fiera infatti si chiama "Remote Latin America" e si tiene a bordo di una delle navi da crociera più famose al mondo la "Stella Australis" (LINK), anzi qui non la chiamano crociera, ma "expedition cruise", che ha tutto un altro sapore. Quattro incredibili giorni in mare, navigando tra lo Stretto di Magellano e i bellissimi fiordi della Patagonia Cilena, tra ghiacciai e paesaggi spettacolari. Tra un work shop e l'altro, i miei giorni in Cile finiscono: pochissimo tempo purtroppo, sufficiente però a capire quanta bellezza c'è in questa terra selvaggia. 

Prima di terminare però vi voglio raccontare una bella storia cilena, una delle tante cose curiose che mi capitano girando il mondo. Punta Arenas, il giorno prima dell'imbarco, il primo giorno della fiera si tiene in un hotel in città: alle 18 la giornata lavorativa si conclude. Ho un appuntamento per cena, ma alle 20, mi resta quindi il tempo per una passeggiata in questa bella città ai margini del mondo. Gironzolo un po', ho voglia di assaggiare la mitica "Cerveza Austral", scelgo come sempre un locale in una via secondaria, pochi turisti e tanti cileni; è venerdì, ora di aperitivo, c'è tanta gente. Sorseggio la mia birra seduto ad un tavolo con il sottofondo di una canzone cilena molto carina, che noto tutti canticchiano: chiedo alla cameriera il nome della cantante e della canzone, lei gentilmente me lo scrive su un bigliettino. Nel frattempo la canzone finisce: la cameriera si avvicina allo stereo e dice a voce alta "otra vez, para mi amigo italiano"!

Spero di avervi lasciato dentro un po' di Cile, anzi un po' di Patagonia Cilena.

Al prossimo racconto...

Tiziano